giovedì 5 giugno 2014

Il degrado

In questo periodo della mia vita faccio i conti con questa parola, che si può associare a tanti aspetti della vita: il degrado di una città, il degrado del pensiero, il degrado della lingua parlata, il degrado emotivo, il degrado nei rapporti interpersonali, il degrado. Sembra che tutto intorno a me si stia impegnando ad aiutarmi per dipingere bene l'idea di quello che è il degrado. Tutto mi si mostra così bene, così nettamente, così evidente. Ed io cosa faccio? Guardo e penso che così non l'ho mai visto. Mai ho visto il pensiero della società civile così degradato, mai ho visto il mondo così degradato, non ho mai notato così bene gli escrementi sui marciapiedi lasciati dai padroni incivili di cani, mai ho visto così bene il degrado della politica, dello sport, degli affetti e a tratti della mia vita. Allora la domanda mi sorge spontanea: "sono sempre stata un'ingenua?". Non me ne sono accorta perché dipingevo la mia vita di colore, mi illudevo che tutto fosse buono? Che le persone in fondo hanno tutte qualcosa di meraviglioso? Che certe fedi politiche siano solo il frutto di un po' di ignoranza? Che l'amore, quello per la vita, per il mondo, fosse per forza dentro tutti noi? 
Non lo so, davvero. Forse un pochino si, forse davvero sono vissuta un po' troppo sulle nuvole, ci vorrà ancora un bel po' di sofferenza per convincermi che devo smettere di vedere sempre il bello e che spesso c'è il buio, il nero e nemmeno dipingendolo con colori brillanti e indelebili, quel nero cambia...si maschera per un po', ma il tempo, inevitabilmente, prima o poi, porta via i colori e mostra la dura realtà.