domenica 3 aprile 2011

Inferno e paradiso

Siamo di nuovo sulla costa. Abbiamo deciso di non andare sull'Atlantico, a Bocas del Toro, ci eravamo stati nel 2005 e andare in macchina sarebbe stato molto faticoso, bellissimo ma faticoso. Dobbiamo tornare a Città di Panamà la prossima settimana e andare lì significava farsi tanti km in macchina in più. Abbiamo deviato per il Pacifico, la provincia di Chiriquì, in un hotel bellissimo. Costruito da un italiano.
Siamo arrivati venerdì serae abbiamo deciso di andare la mattina dopo in una spiaggia che è molto pubblicizzata nel paese. Questa.
Dopo aver preso appuntamento con un ragazzo che ci avrebbe portato in barca la mattina del sabato io ho guardato sul Google Maps dove si trova l'isola e non ho dormito tutta la notte.
Io non ho dormito tutta la notte, mi immaginavo il Pacifico in tempesta, con Anita che cadeva in acqua o la barca che si spezzava e morivamo tutti affogati. Io ho paura del mare, lo rispetto e non ero mai stata in barca nel Pacifico.
Non c'è giubbottino per Anita, ho sognato (per quel poco che ho dormito) squali che le giravano intorno, come nel film "Deep Water". L'inferno.
Poi stamattina dopo la miglior colazione degli ultimi anni, con frutta, pancake e caffè siamo partiti, ero tesa come una corda di violino.
Anita ha voluto prendere il latte anche sulla lancia!
Appena arrivati ho scoperto che ero passata dall'inferno della notte al vero e proprio paradiso. Non ero mai stata in un posto così remoto, forse in Repubblica Dominicana, ma era un posto raggiungibile in macchina, in mezzo al mare è tutta un'altra storia.
Bellissimo, barriera corallina, mare cristallino (raro nel Pacifico del centro america), palme e cocchi e tantissimi granchi che Anita ha seguito per intere mezzore. Bellissimo.
Sono contenta di averlo fatto.
Anche se ieri sera la pensavo diversamente e avevo paura che me ne sarei pentita. Domani scimmie!