mercoledì 30 marzo 2011

Anita nel paese delle meraviglie?


Siamo a Boquete, la Svizzera di Panama.
Questa Svizzera comprende anche ubriaconi, vecchietti ricchi che vogliono morire in un bel posto e indigeni.
Il paesino è molto piacevole, un ottimomisto di America Latina e Stati Uniti: trovi facilmente cose buone da mangiare e una buona qualità di quasi tutto (Stati Uniti), ma a giro ci sono le macchine con la musica a volume altissimo, le pubblicità dipinte sui muri e la frutta esotica.
C'è da fare poco, noi abbiamo bisogno di stare un po' tranquilli e a 1.000 metri almeno non si muore di caldo. Finalmente abbiamo una cucina e possiamo fare qualche semplice piatto alla "nena". Non mangiava più niente, invece sono due giorni che ci da soddisfazione.
Stamattina siamo andati in un bel giardino fiorito, privato, ma visitabile, gratis. Chissà che cosa porta una persona a fareun giardino stupendo e poi a farlo visitare a costo zero. Egocentrismo? Altruismo? Non so...
Comunque nonostante i 1.000 metri dobbiamo metterci la crema solare, nelle ore calde non si respira e il sole batte fortissimo!Non domandatemi perché ha il ciuccio in bocca, una volta ogni 15 giorni lo tiene per un'oretta, lo mordicchia e poi lo fa cadere inesorabilmente sopra qualcosa di schifoso.
Questa è la piscina della casa! Hanno ettari di giardino, cascatelle, vasche con pesci e una schifa piscinetta che serve per nuotare in tondo (o quasi). Sono americani, ci giurerei.

I brutti scherzi della piscina!


"Sono stata troppo tempo in acqua...guarda come mi sono diventate le dita...che strano!"

ps. notare il ciuffo!

domenica 27 marzo 2011

Le spiagge

Venerdì mattina siamo partiti per il mare.
Ma prima devo raccontare l’ultimo giorno nell’hotel Rincon Vallero. Avevo notato un certo “movimento” sul soffitto della camera. C’erano decine di gechi, una comunità, che viveva sopra le nostre teste, questo andava bene, visto che non mi fanno schifo e li prendo volentieri anche in mano. Ma giovedì pomeriggio tornando dalla nostra escursione abbiamo trovato in bagno questa. Cacca di “non so che cosa”. Beh, questo mi preoccupa, non poco, la cacca è grande, di un animaletto (o animalaccio) ben più grande di un geco. Chiediamo, cerchiamo ma non arriviamo a nessuna conclusione. Risultato: ultima notte a El Valle ascoltando tutti i movimenti sulla testa, quindi fra risvegli di Anita e passi furtivi sul tetto e vento dormito zero. Lancio una sfida…cercate su internet per favore se qualcuno riconosce questa cacca e vediamo se capiamo di che animale è!

Torniamo a venerdì…Non pensavamo che sarebbe stato difficile trovare un posticino tranquillo sulla spiaggia bianca.
Invece no! Questo paese è molto strano, si può scegliere poco. Ci sono offerte per 200 $ a notte oppure camere a ore puzzolenti e piene di insetti. Abbiamo girato fino alle 17 per trovare un posticino. Si chiama “la Gaviota”, alberghetto sul mare, ma non sipuò andare in spiaggia, cioè, si può, solo che bisogna guadare un fiume scuro dove i locali fanno tranquillamente il bagno e pescano. Io non ci metterò piede, nemmeno un ditino. Poi Carla mi ha raccontato che i coccodrilli marini ci sono solo in due posti al mondo: Australia e Panamà. Quindi…l’acqua sarà salmastra visto che è a 50 metri dal mare e io non voglio rimetterci nemmeno un ditino. La spiaggia è bellissima anche se è sovraffollata di americani imbecilli che fanno le gare con moto e macchine da sabbia, corrono a 50 km/h con bambini che corrono e giocano, allucinante! Ma perché sopporto così poco gli americani?Abbiamo pranzato sulla spiaggia, sotto le palme, avrei voluto tanto che Anita facesse il suo sonnellino sul lettino in riva al mare, con la brezza del Pacifico, ma mi è toccato portarla in camera, con l’aria condizionata, era troppo eccitata per dormire. Sono reduce quindi da due ore di aria fresca artificiale, che mi ha seccato la pelle salata, e da 100 pagine di “Anna Karenina”, tutta cultura, quando fuori dalla camera c’era chi faceva il bagno in piscina e ascoltava la musica del bar che varia da merengue a Julio Iglesias!
Sto provando a caricare le immagini dei giorni passati, speriamo di riuscirci!
Domani non sappiamo cosa fare, altri due giorni di mare o andare verso il Costa Rica? Faremo tappa in Chiriquì e poi spero vivamente di convincere Nicco a tornare in Bocas del Toro…Piesse: lo zio Giacomo sarà fiero di Anita, ha una lycra di tutto rispetto, che la protegge dai raggi UVA e dal vento!

sabato 26 marzo 2011

Giovedì 24 Marzo - Tiriamo le somme

Siamo stati 3 notti a El Valle de Anton e incredibilmente non ci siamo annoiati, certo, la cittadina è adatta ad anziani che cercano l’aria buona e cazzeggiano (perdonate il termine) sotto il sole cocente dell’alta collina, ma è stato molto carino anche per noi.
Carino lo zoo, anche se gli zoo sono sempre molto tristi, carino l’hotel, che appunto è un piccolo zoo (Anita ha scoperto le papere, bellissime!), buono il cibo e carine le escursioni.Sulla guida però mancava il pezzo forte della cittadina. L’Hotel Campestre.Pare sia il primo hotel costruito qui, situato non si sa perché nel punto più ventoso di tutto il paesino, accanto a una gola fra due picchi dell’ex vulcano. Era un meraviglioso albergo di legno, anni ’20 (tutto anni ’20!) con un portone d’ingresso mastodontico. Accanto alla vecchia struttura c’è quella nuova, camere in serie in un edificio senza carattere. Il vecchio hotel è stato raso al suolo per farne uno nuovo,c’è rimasta solo la parte senza carattere e una tettoia con sotto il ristorante.
Avete presente l’”Overlook Hotel” di Shining?
Beh, era la casa di Nonna Papera (per restare in tema) in confronto all’Hotel Campestre.Invece del labirinto c’è una straordinaria piscina in disuso, con l’acqua verde scuro, che viene alimentata da un fiumiciattolo vicino, con un sistema di chiuse che fa venire in mente subito a un posto perfetto dove nascondere un cadavere.Io stessa ho fissato l’acqua per cercare di scorgere qualcosa di losco, di terribile. Sembra fatto apposta. Il tutto condito da una bella nube scura alle spalle (c’è sempre, anche quando c’è il sole dovunque) un vento che porta via e un freddo che si insinua dappertutto.
Il primo giorno che siamo stati lì era deserto, c’era solo il fischio del vento e un pappagallo da dentro che urlava “Hola!” in continuazione, da qui la fissa di Anita per i pappagalli, urla “ppallo” continuamente e vuole andarlo a vedere, per questo siamo tornati due volte, non solo perché la prima volta avevo dimenticato la macchina fotografica! Anche il pappagallo potrebbe nascondere dei segreti, no? Chissà cosa ha visto dalla sua gabbia!
Dopo poco si è affacciata una ragazza dalla cucina, deserta, del ristorante per dirci che l’albergo era aperto, ma vuoto. Io non avevo mai visto un hotel isolato e vuoto. È davvero sinistro, decisamente la cosa più impressionante da vedere a El Valle de Antòn.
Oggi siamo tornati come ho detto per più motivi, uno di questi era vedere se mi avrebbe fatto la stessa impressione, c’erano due macchine parcheggiate e qualche persona in giro. Stessa sensazione, vorrei quasi scrivere a uno sceneggiatore per consigliargli la location, è incredibile, davvero, solo da bambina certi luoghi mi avevano dato queste sensazioni ed erano luoghi raccontati in leggende metropolitane inventate da noi bambini, niente di vero, pura immaginazione e sensazioni artificiali, create appositamente per avere una paura tremenda.
L’Hotel Campestre di El Valle de Antòn è cento volte peggio di qualsiasi casa delle streghe e non c’è bisogno di immaginare nessuna storia torbida, ve l’assicuro!
Certo, se la Lonely Planet avesse scritto una recensione del genere quest’hotel sarebbe sempre vuoto!

mercoledì 23 marzo 2011

El Valle de Antòn

Dopo aver portato i panni in lavanderia, la stronza non ci fa usare quella della casa, e averli ritirati, abbiamo deciso di fare un giro nei dintorni di panama city, visto che non ne potevamo più di traffico e di caldo. Io ovviamente optavo per il mare, qualche spiaggia, un buon hotel, l’abbronzatura (che qui tutti odiano ma che io adoro, sono una mozzarella!). invece siamo a El Valle, cittadina a circa 100km dalla capitale, situata nel cratere di un vulcano di 3000 anni fa, fresca e da vecchi.
Siamo in un hotel che la guida definisce “modernissimo”. Beh, forse 15 anni fa! Per fortuna essendo martedì sera ci hanno dato la super suite al costo della standard (80 dollari invece di 150), ma io continuo a domandarmi chi è quel cretino che pagherebbe 150dollari per una camera del genere. È grande sì, ha il letto queen size (quadrato, in tre si dorme proprio bene), ma è sfondato, il bagno perde e sul soffitto di bambù c’è una comunità di gechi. Sarebbe felicissima la mia nonna Ada, me la vedo che rabbrividisce solo al pensiero! Ma per il resto l’hotel è carino, è come un piccolo zoo, ci sono tantissimi pesci, tartarughe, anatre, pappagalli, pecore, una capra (sempre arrabbiata) e un TUCANO!!! Anita è impazzita, non fa che ripetere “ano! ano!”. Come faccio a spiegarle che si chiama TUCano?
Non c’è niente da fare, poco, a meno che non si amino le escursioni e le terme (a detta di Carla sono due pozze putride). Ma c’è un vero zoo!Stamattina usciamo e felici ci dirigiamo a piedi verso lo zoo. L’aria si riscalda, il sole diventa potente, lo zoo sembra lontanissimo ma alla fine arriviamo! Ci sono tanti animali in gabbia, poverini, ci sono scimmie, tanti tipi di uccelli, un mulo, uno struzzo, degli acelot (come pantere-ghepardi, bellissimi), orsetti lavatori e una selva incredibile di galline. Centinaia e centinaia…secondo me le allevano, non c’è verso!
Oggi pomeriggio se non piove andiamo alle cascate, il marelo vedremo nel week end,ci raggiungeranno anche Aldo Carla e Emilio.

Domenica 20 Marzo - Il ghetto dei bianchi

Sabato pomeriggio siamo andati a trovare Aldo, Carla e Emilio, che abitano in una zona dove stanno tutti gli stranieri ricchi che lavorano a Panama.
Il posto è un po’ alienante, un residence chiuso, in collina, vicino all’ambasciata degli stati uniti, con tanto di sicurezza all’ingresso, zone comuni che sembrano di un albergo a 5 stelle e tanti bambini biondi in giro (con annessi bugaboo e bugabee, questo per chiarire la situazione!).Abbiamo cenato con una pizza da asporto e ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo, ci sarebbe stata una festa di carnevale per i bambini, con una sfilata di bambine per decretare “miss Embassy Club” (allucinante!!).
Abbiamo approfittato della piscina, anche se il tempo non era dei migliori. La festa è stata una delusione, nel momento di maggiore afflusso c’erano cinque bambini e io e Anita eravamo a casa di aldo e carla per il suo consueto pisolino pomeridiano.
È stato carino passare un giorno in loro compagnia, anche se il modo di vivere di questa gente è un po’ strano. Sono tutte famiglie con bambini, i padri lavorano per grandi organizzazioni, da Unicef a Nazioni Unite, le mamme rimangono chiuse nel residence tutto il giorno, vanno in piscina, in palestra, nella Spa e aspettano il marito per cena. Non assaporano niente del posto dove vivono, fanno la spesa in questi immensi centri commerciali che potrebbero essere dovunque e non vedono mai una persona del posto, solo le colf e le cameriere. Per un anno potrei anche reggere questa vita, ma poi sarei stanca. Ci sono donne che accompagnano i loro mariti da anni, girano il mondo ma stanno sempre fra di loro in “non luoghi” proprio come l’Embassy Club”. È stato interessante parlare con queste donne, vedere questa comunità di stranieri che si “auto-ghettizza”.
Tornando a noi la Spa è fantastica! Fuori tirava un po’ di vento e siamo entrati dentro nella jacuzzona con l’acqua a 38 gradi, Anita era esaltata, abbiamo spento la luce, c’era il programma con l’idromassaggio e la cromoterapia e se non la tenevo bene si sarebbe immersa per toccare le luci colorate!Ma la cosa che l’ha esaltata di più è stato il bagno in piscina del pomeriggio! Voleva tuffarsi come Emilio e le piaceva mettere la testa sotto la cascata d’acqua…che matta!
La sera siamo andati in un ristorante nel centro storico.

sabato 19 marzo 2011

Smithsonian Tropical Research Institute

Stamattina sveglia alle 6,30. Per fortuna pochi minuti prima della telefonata del nonno Giuliano e di Annarita!
Siamo stati proprio contenti di sentirli, solo che mi raccomando, ricordate, le ore di differenza sono 6 fino a che in Italia non entrerà l’ora legale, dopo saranno 7, in meno!
Dopo esserci svegliati ci attendeva un bel dilemma: che fare oggi?
Tornava a Panama un nostro amico, aspettavamo la sua chiamata per vederci nel pomeriggio, quindi dovevamo solo passare la mattina in un posto abbastanza divertente per Anita, per evitare di farle fare il riposino a metà mattina. Vicino casa, sul mare c’è questo bel posto, dove si possono vedere tanti animali marini, dalle tartarughe agli squali, stelle marine e razze pericolose.
Siamo andati, io pensavo che fosse un acquario all’europea, tutto al chiuso, aria condizionata e luce artificiale, quindi ho vestito Anita con qualcosa di più coprente, per evitare che il nostro raffreddore da aria condizionata continui a darci noia.
I pesci sono tutti all’aperto, si muore di caldo e batte un sole fortissimo. Noi niente cappellino.
E’ stato molto divertente, c’erano tanti bambini, Anita si è bagnata tutta per vedere e toccare le povere stelle marine e poi è rimasta affascinata dalle tartarughe, immense, giganti.
Dopo aver giocato con i sassi
si è scatenato un acquazzone tremendo, si stava facendo tardi, dovevamo andare a mangiare, quindi piano piano quando la pioggia calava un po’ cercavamo di avvicinarci alla macchina. Risultato: tutti e tre zuppi, Anita al settimo cielo che gridava “pìov!!!”. Ci siamo riparati sotto una tettoia e Anita ha cominciato ad emettere strani suoni e indicare un albero. C’era un mapuche (simile ad un orsetto lavatore) che saliva l’albero!!!
Ultimamente è attentissima a quello che vede intorno a se, stamattina grazie a lei ho preso una zanzaraccia che era riuscita ad entrare e aveva pizzicato tutti e tre! Me l’ha indicata e ha sbattuto le mani come per schiacciarla…!
Ci siamo fermati a mangiare nel posto dove solitamente facciamo colazione e adesso siamo a casa, la piccola esploratrice dorme come un ghiro. Dopo andiamo a casa del nostro amico che è tornato dalla Repubblica Dominicana, ha un bambino di 2 anni e mezzo e una piscina sotto casa…speriamo che si rimetta il tempo così ci facciamo un bel bagno!
Ah, dimenticavo, Anita ha imparato che in America Latina il “ciao” si usa per andare via e per dare il benvenuto si usa “hola”. Non fa che ripetere “olla!” a tutti!

18 marzo: La jefa*

Così viene chiamata la “simpatica” signora americana che ci affitta la camera da Ruben,un ragazzo molto carino, indio originario del Darièn, probabilmente (almeno apparentemente) gay, che fa le pulizie.
Già in America Latina (come da tutte le parti del mondo) far parte di una minoranza etnica rende la vita difficile, se poi sei anche omosessuale che studia teatro e si mantiene facendo le pulizie, la vita deve essere durissima.
La Stronza (la chiameremo così d’ora in poi) si distingue per il razzismo e l’ignoranza con cui tratta il povero Ruben, che ha sempre il sorriso e ha sempre voglia di scambiare due chiacchiere (che spesso diventano otto!).
Stasera la Stronza se n’è uscita con una delle sue. E’ ossessionata dalla presenza di Anita, ha paura che i suoi materassi centenari vengano deturpati dalla santa e profumata pipì della mia dolce bambina. Prima mi ha dato una tenda da doccia per metterla sotto il lenzuolo, oggi voleva cambiarla con un “affare” di poliestere fatto apposta per le allergie e la pipì.
Per essere sicura che il suo regale materasso centenario fosse preservato ha fatto mettere il terribile “affare” a Ruben, che se la rideva sotto i baffi (che non ha!).
Ovviamente, come la tenda da doccia, l’”affare” ha avuto vita breve, l’ho tolto immediatamente e riposto nell’armadio. Ci sono 35 gradi, si muore di caldo, immaginate che cosa può essere dormire nella plastica? Già Anita suda così:La Stronza stasera si presenta vestita da divano. Proprio da divano. Aveva un completo giacca pantaloni fatto con una stoffa da tappezzeria, floreale, dorata. Tipo divanetto in camera di Maria Antonietta, lei, quella della ghigliottina!
Ho pensato 2 cose:
la prima: ma dove diavolo lo ha comprato? Lo so che gli americani in fatto di gusto fanno schifo, ma non credevo così tanto! Tanto da trovare e scovare un vestito impossibile e magari pagarlo una fraccata di soldi!
La seconda: ma dove va? Ci sono 35 gradi anche alle 3 di notte, avrà delle ascelle…non voglio pensarci!
Odiosa: americana, “ricca” (ha comprato questa casa dal governo, suo marito era un militare!), razzista, vive a Panama e parla lo spagnolo peggio di me, ha un gusto orribile e si “pitta” le unghie di rosa, come le spose, di rosa confetto, ignorante, con una cesta di capelli che farebbe invidia anche a Moira Orfei (stasera da come erano cotonati Nicco non l’ha riconosciuta ih ih ih!)!!!
Ma torniamo a noi.
La casa è bella, sì, ma lo è per me e per Niccolò (forse più per me), che ci ambientiamo meglio in una casa vecchia sgarrupata piuttosto che in una nuova ma con mobili impiallacciati o di cattivo gusto. Poi non è che ci fosse tutta questa scelta, era la casa che costava meno, all’incirca come il nostro bell’appartamentino in via dell’Agnolo a Firenze del 2005. Gli americani, le aziende multimilionarie hanno fatto lievitare i prezzi degli affitti, pagano loro per i dipendenti, e non hanno problemi di soldi.
Dicevo, la casa è piena di magagne: non ha l’acqua calda nella doccia, ha una cucina che cade a pezzi, un impianto elettrico dell’anteguerra e zero zanzariere…ZERO! Basta la luce flebile del telefonino per richiamare orde di zanzare e qui non c’è nemmeno una zanzariera??? Ma c’è l’aria condizionata! Io odio l’aria condizionata, è bello poter deumidificare l’aria, soprattutto vicino all’equatore, ma questa aria condizionata (del 1950 massimo) non è regolabile e crea un microclima degno dell’Antartide. Oggi abbiamo comprato le zanzariere, le mettiamo con lo scotch (si scrive così?)…Tiè!
Metto qualche foto della casa via!
Questa invece è Anita stamattina alle 7 che leggeva mentre noi preparavamo la colazione…che intellettuale!Questo lo rubo e lo appendo in cucina a Firenze,è troppo chich! Fantastico!Questa è per il mio fratellino…Ti voglio tanto bene!

*metto la data prima del titolo perché scrivo i post senza essere collegata. Quando poi ho la connessione li posto. Troppo confusa come spiegazione vero?

venerdì 18 marzo 2011

Posso solo scrivere e non caricare foto, sono con il telefono in una piazza di panama, free wireless...qui, in Italia ce lo sognamo! La patatina dorme nel passeggino, sono le 11,45, abbiamo comprato bananine, un'ananas e una papaia nel mercato vecchio (i nostri parenti ci darebbero per matti, sembrava molto pericoloso, ma non lo è), ora prendiamo un taxi e torniamo a casa, si muore di caldo, ma sta per piovere!
Jet lag quasi recuperato!
Dopo posterò una bella fotografia per il mio fratellino!!

giovedì 17 marzo 2011

Finalmente!

Siamo riusciti ad attaccarci ad una rete di nascosto, spero di non essere scoperta!!
Bene, cominciamo dall'inizio, il viaggio è stato bello lungo, stancante, e tutti e 3 ci siamo presi un bel raffreddore, per colpa dell'aria condizionata dell'aereo, è incredibile, ci si puo' coprire in mille modi, ti frega sempre!
Siamo arrivati alla casa che avevamo affittato, senza nemmeno vedere delle fotografie, con Anita che era sfinita, si addormentava camminando, per noi erano le una di notte!
Abbiamo dormito la prima notte nell'appartamento in basso, ci siamospostati il giorno seguente in quello superiore, che ha molto carattere. La casa è degli anni '20, costruita dagli americani che vivevano qui per la costruzione del canale. La casa è rimasta uguale!
impianto elettrico, cucina, bagno, cadono a pezzi, ma in pezzi molto caratteristici, cose che solitamente piacciono a noi europei troppo legati alla storia.(farò delle fotografie per raccontare bene la casa! prossimo post!).

Anita si sta ambientando, la prima mattina siè svegliata alle 3 ora locale...ieri alle 4 e stamattina finalmente alle 5,10...vediamo sorgere il sole, facciamo colazione, usciamo verso le 7,30, facciamo un'altra colazione (in posti deserti dove non c'è mai nessuno) e poi cominciamo la nostra giornata.
Queste foto sono dipoche ore fa, a fare colazione appunto!

Poi siamo andati al Casco Viejo (centro storico) per fare un giro a piedi. Anita è riuscita a sbucciarsi il ginocchio per la prima volta e a farsi fare la cacca da un uccello sul braccio per la prima volta!! Io glielo dicevo che non doveva stare sotto l'albero! Per terra c'era uno strato di guano bianco che presagiva qualcosa (lei ha cercato in tutti i modi di toccarlo...non c'è riuscita! fiuuuuuuuu).Per quanto riguarda la vita casalinga ieri abbiamo comprato un piccolo seggiolone e il vasino che è stato subito inaugurato!
Ora che ho scoperto come rubare internet sarà più facile, magari usiamo anche skype!!!
Peril numero di cellulare panamense chiamate la mia mamma,lei ha il numero!!

giovedì 10 marzo 2011

I segni zodiacali

Sono sempre stata scettica sulle caratteristiche personali che tante persone attribuiscono al segno zodiacale. Quando qualcuno mi chiede di che segno sono rispondo educatamente, poi chiedo subito perché mi sta facendo quella domanda, a cosa serve, che cosa sta rivelando di me la risposta.
La risposta è sempre la solita, mi vengono propinate caratteristiche che tutte le persone vogliono sentirsi dire, quasi mai dei difetti, sempre qualità.Quando sono rimasta incinta la cosa si è fatta seria: Anita sarebbe nata della Vergine. A detta di tutti peggio di una Vergine femmina c'è solo la Vergine maschio.
La Vergine è tante cose, ma sicuramente è pignola, ordinata e testarda (questo è quello che dicono tutti non io!!!)
Vivo la mia vita accanto alla mia bambina ignorando questo particolare e ultimamente dopo aver messo tutto in mezzo per giocare cerco di insegnarle a mettere a posto, senza forzature, cercando di prolungare il gioco.
Oggi mi sono spaventata.
Ha giocato con tutto, ha aperto il suo armadio, ha preso delle calze (collant pesanti, come si chiamano??) e ha provato a metterle, sopra quelle che aveva addosso in casa, ha infilato solo una gamba.
Ha giocato per almeno 15 minuti inciampando, cadendo e creandosi mille difficoltà con le calze che si trascinava dietro.
Poi ha iniziato a mettere i giochi nella cesta. Ed io: "brava Anita, metti a posto!".
Poi si è tolta le calze.
Le ha piegate.
Ha aperto l'armadio.
Le ha riposte nel posto giusto.
Ha chiuso l'armadio.
Si è guardata allo specchio.
Ha sorriso.
Si è battuta le mani felice.

O_O

mercoledì 9 marzo 2011

Il circo

Avevo scritto bene bene il post, messo le fotografie, poi ieri sera avevo lasciato il computer acceso e stamattina...tutto perso, si è riavviato da solo...uff. Quindi riscrivo, con meno enfasi, ma riscrivo!
Allora, altro week end, fantastico, stancante, pieno di impegni, denso di emozioni a Grosseto.
Ma partiamo dall'inizio.
Venerdì decido di andare a casa da mamma, anche per portare la nostra micia, visto che partiamo e che non può stare sola in casa, morirebbe di solitudine!
Quindi da sola, con Anita nel seggiolino, Nina davanti insieme a me, mi metto in macchina.
Ad un certo punto, quasi a metà strada la macchina comincia a dare dei problemi, perde potenza ed io sono in salita, con il gatto che strepita, Anita che dorme e senza corsia di emergenza!!
Riesco ad arrivare in cima alla salita, guido piano e chiamo Niccolò che mi assicura dall'assistenza che la macchina non dovrebbe spegnersi, ne' dare altri problemi, ha solo perso potenza.
Sudando sette camicie arrivo a Grosseto con Nina che continuava imperterrita a piangere e Anita che ormai era sveglia da tempo e cominciava a divincolarsi dalle cinture.

Uff, è stata dura psicologicamente, ma ce l'abbiamo fatta, avevo paura di dover far scendere di macchina velocemente sia Nina che Anita, su una strada a scorrimento veloce e senza corsia di emergenza...

Arrivati a destinazione mi metto tranquilla sul divano, Anita frugava nella mia borsa e si provava tutto quello che trovava, compresi i miei occhiali da sole.Bella vero?

Poi mia mamma mi fa una proposta, perché non andare al circo?
Premetto che io sono prevenuta, ho sempre paura che i poveri animali vivano una vita costretta, che non sia giusto farli esibire in posti con il clima diversissimo dal loro habitat, che starebbero meglio liberi.
Poi faccio un'altra considerazione: Anita non sarà mai in grado di vedersi tutto lo spettacolo, è troppo piccola e la sua attenzione non è mai per tanto tempo concentrata su una sola cosa.
Accetto, sabato pomeriggio andiamo al circo, io, Anita, la nonna Serenella, la bisnonna Katia e in extremis si sono aggiunti, con mio immenso piacere nonno Giuliano e la bisnonna Ada.
La mia bambina non finirà mai di stupirmi, è stata 2 ore felice, contenta, ballando, concentrata sull'arena e sugli animali, incredibile, la mia mamma ci vede sempre giusto e io la sottovaluto sempre!Com'è diventata grande!

venerdì 4 marzo 2011

Stickers

Eravamo fuori, in edicola e Anita ha puntato una valigetta di cartone dei Barbapapà. Era la prima volta che lo faceva. Io da brava mamma diseducativa l'ho comprata. Dentro c'era una macchinina, due palloncini a forma di Barbapapà eun album con le figurine.
Le è piaciuto tutto, ma gli stickers li adora!
Ora sono per tutta casa, ne ho fotografato qualcuno, non ho fotografato quello che stamattina era insieme alla cacca...



giovedì 3 marzo 2011

Io d'inverno vado in letargo, la mia creatività muore, per rinascere con la primavera.
Certo, questo sarebbe vero se ora fossimo entrati nella primavera, invece siamo nei giorni più freddi dell'inverno.
Per fortuna, non vedo l'ora!, fra qualche giorno partiamo per il centro America, clima tropicale, creme solari e gonne di lino. Questo è il motivo per il quale ho tirato fuori, dopo mesi di polvere, la mia macchina da cucire (che poi non è mia, ma della mia mamma!).
Comprare qualche vestitino estivo per Anita è proibitivo, sono caduta in tentazione una volta, ma non posso farle un guardaroba intero nel negozio più caro di Firenze. Gli unici negozi che tengono in questo periodo dell'anno abbigliamento estivo per bambini hanno prezzi esorbitanti. Quindi ho ripreso le mie bellissime stoffe inglesi comprate in un negozietto del centro di Grosseto e mi sono messa a tagliare.
Senza modello, a caso, ma con la ferma decisione di voler usare il filo elastico per la macchina da cucire.
Questo è il risultato, due vestitini semplici, freschi e speriamo resistenti!Quindi mettendo in conto che l'estate scorsa Anita ha ricevuto in regalo almeno 4 vestitini che le stavano troppo grandi ora siamo a quota 8 vestitini freschi da portare in valigia!Ora ci manca un cappellino e forse un costumino...non so se alla patatina le è cresciuto il culetto!!! :-)